Uno spettro si aggira per il mondo di WordPress: è lo spettro di Gutenberg.

Non parlo del fantasma dell'inventore della stampa, ma del nuovo editor di contenuti del nostro amato CMS che promette di rivoluzionare l'esperienza di inserimento e gestione dei contenuti ma che, date le grandi novità, sta preoccupando non poco alcuni web designer e sviluppatori.

Attualmente l'inserimento dei contenuti viene gestito dall'editor TinyMCE, che svolge comunque il suo lavoro alla grande con la sua interfaccia in tutto e per tutto simile a quella di qualsiasi editor di testo (ad esempio il Word di Office).
Gutenberg dovrebbe entrare nel core a partire dalla prossima versione 5.0 di WordPress, quindi all'incirca dal prossimo aprile, sostituendo la vecchia interfaccia grafica con la nuova coinvolgente esperienza di Gutenberg.

Le ragioni del cambiamento

L'attuale editor di WordPress permette di inserire e gestire agevolmente testi, titoli, link e immagini: ma il web è diventato molto più complesso, e sempre più spesso abbiamo bisogno di dare vita a layout più complessi.

Ad oggi questa esigenza viene soddisfatta attraverso, fondamentalmente, tre strade:

  • codice, scrivendo quindi HTML e CSS customizzati: questo ovviamente è riservato a web designer e developer, che conoscono i linguaggi citati
  • shortcode messi a disposizione da plugin specifici, che permettono di creare layout attraverso stringhe di testo semplificate che nascondono del codice più complesso
  • composer o builder, anche questi implementati attraverso plugin (spesso molto invasivi), che offrono un'interfaccia drag and drop per la costruzione di layout attraverso righe e blocchi

Queste vie sono ovviamente poco immediate e sono una barriera per un approccio semplice e veloce a WordPress, mentre uno degli obiettivi di WordPress è proprio quello di essere facilmente approcciabile per democratizzare il publishing.

Inoltre negli ultimi anni la piattaforma ha visto crescere la concorrenza di sistemi modulari di costruzione di pagine (alla Wix o, ad esempio, Medium): questo ha portato il buon Matt Mullenweg ad accelerare il processo di cambiamento, riportando lo sguardo al futuro e spingendo per la creazione del nuovo editor multimediale.

Molti blogger di vecchia data e professionisti del web nutrono diversi timori su questa grossa novità, perché Gutenberg cambia notevolmente l'intero sistema di creazione e gestione dei contenuti. Come? Scopriamo alcune delle novità.

Gutenberg Editor: i grandi cambiamenti

Possiamo descrivere il vecchio editor come una grossa scatola che occupa una buona porzione di schermo all'interno della quale inseriamo il nostro contenuto.

Gutenberg, invece, appare come un'esperienza totalizzante.

Tutto ruota attorno ai blocks: possiamo pensare ai blocchi come a pezzi di un puzzle (ovvero pezzi di contenuto), ognuno con la propria funzione. Un blocco può essere un testo, un titolo, un'immagine, una citazione… Insomma, un blocco può essere qualsiasi tipo di contenuto o elemento di design. L'inserimento e l'ordinamento dei blocchi è semplicissimo, e questo permette di creare layout e contenuti di pagine e articoli in maniera pressoché immediata.

Gutenberg in pratica: i primi test

L'interfaccia di Gutenberg è dominata dall'area in cui insistono i blocks.

In alto a sinistra un pulsante con un più permette di aprire il menù per la scelta del blocco da inserire.

I blocchi sono divisi in quattro sezioni:

  • Recenti, che, non c'è bisogno di dirlo, mostra i blocchi usati più recentemente
  • Blocks, suddivisi a loro volta in common blocks (paragrafi, titoli, immagini…), formatting (citazioni, tabelle, codice…), layout (separatori, bottoni, colonne…), widgets (post recenti, categorie, shortcode…)
  • Embeds, che permettono di incorporare contenuto dalle principali piattaforme social
  • Saved, che contiene blocchi con impostazioni personalizzate

Nella colonna di destra si può invece scegliere tra Document e Block.
La sezione Document permette di gestire funzioni già familiari come lo stato di pubblicazione del post, categorie, tag e immagine in evidenza.
La sezione Block contiene invece le impostazioni per la personalizzazione del blocco selezionato.

L'articolo che state leggendo è il primo che scrivo con Gutenberg, e personalmente non ho trovato difficoltà nella stesura: le scorciatoie da tastiera (ad esempio per i testi bold o italic) funzionano come in passato e la gestione dei blocchi è molto agevole. Su una installazione di prova ho sperimentato anche dei blocchi che non utilizzo su questo sito, e l'approccio anche in questo caso, è stato senza intoppi. Unico problema non sono riuscito a modificare il permalink.

C'è da dire che, almeno con l'installazione della versione beta tramite plugin, è possibile editare il tutto, in alternativa, con il classico editor.

Gutenberg Editor e la compatibilità con altri strumenti

Una delle principali preoccupazioni di chi già lavora con WordPress è la compatibilità di Gutenberg con altre funzioni del sistema o con plugin.

Per quanto riguarda i custom post type è previsto che venga implementato il supporto attraverso codice, quindi nulla di nuovo accadrà in automatico.

A proposito invece di custom field, e in particolare del noto plugin Advanced Custom Fields, nessun contraccolpo: gli sviluppatori del plugin hanno già rilasciato un aggiornamento che rende le funzionalità compatibili con Gutenberg.
Ho personalmente fatto dei test e tutto ha funzionato a dovere, anche su siti costruiti con un uso massiccio di ACF.

Un problema grosso lo si ha con i builder (o composer) visuali. Di seguito vi riporto alcuni dei test che ho effettuato:

  • Visual Composer, uno dei builder più famosi e venduto in bundle con praticamente tutti i temi ThemeForest, va in conflitto di brutto: l'interfaccia non appare e alle spalle di Gutenberg appaiono delle stringhe di testo e codice poco decifrabili e fastidiose
  • Page Builder di SiteOrigin dà vita ad una pagina vuota, impedendo di inserire qualsiasi contenuto
  • Beaver Builder e Elementor non vengono visualizzati, sono bypassati da Gutenberg
  • Brix, il builder creato dai liguri Evolve, e l'unico a continuare a funzionare e per farlo disattiva l'interfaccia di Gutenberg 

Sempre ottimizzando questo articolo non sono riuscito a salvare i campi del meta box di Yoast by Seo: anche questa modifica è stata fatta con l'editor classico.

È tuttavia altamente probabile che le incompatibilità saranno risolte con le future release di questi plug-in.

Conclusioni: blocks are the future

L'editor Gutenberg, come annunciato da Matt Mullenweg, sposta WordPress nel futuro, probabilmente come mai era successo per questo software da diversi anni.

I primi tempi potranno portare qualche grattacapo e qualche problema pratico, ma ritengo che questa novità porterà finalmente coerenza nel modo in cui vengono gestiti i contenuti e i layout.

La possibilità di programmare blocchi custom apre un nuovo mercato per gli sviluppatori, quello della creazione di blocchi per espandere le funzionalità del nuovo editor: è prevedibile che chi fino ad oggi ha sviluppato builder e shortcode per la costruzione di layout passerà allo sviluppo di custom blocks

Vuoi mettere le mani su questa grande novità? Fai come me, installa dalla repository di WordPress.org il plugin per implementare Gutenberg in versione beta, testalo e fammi sapere cosa ne pensi nei commenti! =)

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